IL SEICENTO 

Le Rivoluzioni inglesi, e la conquista di colonie in America e nell'India di Inghilterra, Francia, Olanda, e la stessa indipendenza di quest'ultima sono gli avvenimenti principali di questo secolo. Mentre tutti i sovrani degli Stati europei cercano di portare a compimento il proprio disegno assolutistico, in Inghilterra il re viene condannato a morte e, dopo la repubblica di Cromwell, viene stilata la Carta dei Diritti del cittadino. Sul fronte filosofico Galilei opera una netta distinzione tra scienza e metafisica, e giunge, a scoperte scientifiche rivoluzionarie, che incontreranno la piena opposizione della Chiesa, impegnata nella Controriforma. Caduto il mito rinascimentale della superiorità della ragione per conquistare la verità divina, le arti visive sempre più si fanno teatrali, sfarzose e meravigliose. Proprio quest'ultima caratteristica diviene emblema dell'arte di questo secolo, arte definita spregiativamente "barocca". La parola "barocco" venne coniata solo nel secolo successivo per indicare l'enfasi, l'esagerazione, l'oratoria del Seicento, che appariva esteriore, vuoto di contenuti, banalmente ricco, alla razionalità illuminista. Il barocco è la continuazione logica del manierismo, che ne è la premessa. Se questo esprime la crisi della società rinascimentale, l'angoscia del dubbio, il barocco è l'arte del trionfo controriformista e dell'assolutismo sovrano, ma è anche l'arte dell'introspezione psicologica dell'uomo, l'espressione del suo dramma. Il barocco, pur nella varietà regionali o nazionali, è contraddistinto dal movimento grandioso e pluridirezionale delle masse, dall'audacia degli scorci prospettici, dai contrasti fra le ombre dense e le luci improvvise. Suscitare meraviglia e stupore è lo scopo che si prefigge l'artista nel "progettare" l'opera, come è evidente nel Duomo di Terni e in Palazzo Manassei.

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